BARBARA POLLASTRINI
Ministra Barbara Pollastrini, l'"Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti" attribuisce molta importanza ad azioni di promozione e di sensibilizzazione nella lotta contro le discriminazioni. Quali difficoltà permangono nell’affermazione della cultura dei diritti e delle Pari Opportunità nel nostro paese?
Le resistenze sono tante e sono innanzitutto di natura culturale. Le nostre élites, più che altrove faticano a riconoscere nella difesa e nell’allargamento dei diritti, nella promozione dei talenti e dei meriti femminili la bussola con cui guidare le complessità e le contraddizioni della modernità verso una crescita duratura e sostenibile.
Vi faccio alcuni esempi: la brutalità, la violenza di cui sono vittime quotidianamente donne e bambini. E ancora, la drammatica sottoccupazione femminile che colloca il nostro paese al penultimo posto in Europa. Sono tutte spie di un ritardo non più tollerabile.
L’Unione europea non si stanca di ripetere che proprio le politiche di pari opportunità sono la leva con cui affrontare i nodi cruciali della crescita e dei mutamenti demografici.
E’ questo lo spirito con cui si è scelto di intitolare il 2007 alle pari opportunità per tutti, e – aggiungo – in primo luogo per le donne. Infatti la condizione femminile in una società è sempre la cartina di tornasole dell’affermazione generale dei diritti umani, civili, sociali.
Queste resistenze, e le discriminazioni e l’esclusione sociale che ne derivano, si possono abbattere solo promuovendo in famiglia, nella scuola, nell’impresa, sui mezzi di comunicazione e ovunque una cultura della non violenza, del rispetto delle differenze, della tolleranza, della legalità, della promozione del valore della persona.
E i punti di vantaggio, le positività?
Sicuramente il fatto che l’Unione europea abbia fatto propria la proposta italiana di una moratoria universale sulla pena di morte, da presentare all’Onu. Sarebbe il modo migliore per festeggiare, il prossimo anno, il 60esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Ma anche che il modello italiano della lotta alla tratta venga riconosciuto a livello internazionale come uno tra i più efficaci. Certo, la strada per l’affermazione dei diritti è ancora lunga, ma intanto camminiamo!
Nel suo piccolo, il ministero che dirigo ha cercato in questi mesi di segnare dei goals, di aprire nuove strade. Pensiamo soltanto all’introduzione, nella Finanziaria 2007 di una misura per la prima volta di carattere universale che tiene conto delle differenti condizioni di partenza tra uomo e donna nel mondo del lavoro, incentivando quelle imprese disposte ad assumere una donna nelle aree svantaggiate del Paese. Per la prima volta il mio ministero ha deleghe chiare in materia di diritti umani e di imprenditoria femminile. Anche questo è un traguardo importante verso il superamento dello stereotipo che vuole rinchiudere le politiche per le pari opportunità in un recinto, in una nicchia.
In questo senso spero potranno servire la Conferenza nazionale delle donne migranti che sto costruendo e i corsi di alfabetizzazione delle immigrate che ho proposto al ministro Fioroni. E ancora, l’Osservatorio nazionale contro le violenze e per la sicurezza e l’approvazione del disegno di legge del governo contro le molestie e la violenza di genere e per l’orientamento sessuale. In quel testo, che auspico il parlamento possa approvare quanto prima, abbiamo previsto misure di prevenzione e interventi per la certezza della pena, a partire dall’aumento di un anno della sanzione minima per i reati di violenza sessuale e la previsione dell’aggravante se il reato è commesso da coniuge, convivente, fidanzato o ex, oltre a un percorso di reale sostegno e recupero per la donna che denuncia la violenza. Per quanto riguarda il rapporto tra media e immagine femminile, nel testo si chiede anche ai mezzi di comunicazione una maggiore responsabilità, affinché promuovano la protezione e la tutela dell’uguaglianza tra uomini e donne ed evitino ogni discriminazione tra loro. Inoltre è vietato l’utilizzo in modo vessatorio e discriminatorio ai fini pubblicitari dell’immagine della donna o i riferimenti all’orientamento sessuale della persona o all’identità di genere.
Vorrei ricordare la proposta di legge che i miei uffici stanno completando e che ha l’ambizione di disegnare un sistema organico di regole transitorie per la promozione dei talenti femminili in ogni ambito della società.
Infine, ritengo siano molto importanti alcuni progetti innovativi avviati in questi mesi per favorire l’emersione del lavoro di cura sommerso che come sappiamo è soprattutto femminile.
La Fiera Internazionali dei Diritti e delle Pari Opportunità per tutti si propone quale assoluta novità con un laboratorio dell'innovazione sociale permanente. Quali risultati si aspetta?
E’ per la sua validità e carica innovativa che il progetto della Regione Piemonte è stato selezionato tra le azioni del Piano italiano per l’Anno europeo delle pari opportunità. Si devono moltiplicare i luoghi dell’approfondimento e della diffusione di queste tematiche. E non solo in occasione del 2007. Ciò che più apprezzo della Fiera dei Diritti e delle Pari Opportunità è che risponde pienamente all’obiettivo di costruire una palestra delle idee che continui a produrre i suoi effetti anche dopo la chiusura dell’Anno europeo. Si tratta di mettere in rete le buone pratiche, scambiarle tra Paesi, sperimentarne di nuove. Non c’è una sola ricetta, ma è importante dare vita a circoli virtuosi capaci di autoalimentarsi, di avviare percorsi irreversibili. Credo che un momento di confronto ed elaborazione a livello internazionale come quello rappresentato da meltingbox sia perciò un’occasione preziosa.